fabrizio brugnaro
venezia

itaca

Sono sulla riva a scrivere questo diario per immagini, incerti flash come sassolini lasciati lungo il sentiero ad evocare momenti, emozioni sopite dal tempo.
Davanti, l’orizzonte vuoto, ti costringe a riflettere, crea dubbi ma proprio per questo è carico di possibilità, spaventano le possibilità, si è costretti a fare delle scelte e a volte quello che appare è molto lontano da come lo avevamo immaginato.
Itaca è la meta che mi ha permesso di fare questo mio viaggio, ricco di esperienze e incontri che il tempo ha la capacità di disgregare, diluire, fino a farle percepire quasi irreali, sognate, salvo per qualche debole traccia lasciata ad indicare la via percorsa, a riannodare i ricordi
Le immagini allora assumono il valore del passaggio, i miei frammenti possono raccontare anche l’itaca di qualcun altro , e anch’io posso riconoscermi nei sentieri di altre itaca.

Due itinerari di studio interessanti, dal punto di vista culturale, come stimoli alla 
ricerca, alla sperimentazione, all'interpretazione, all'indagine conoscitiva di taglio 
scientifico che nasce e si alimenta soprattutto di approfondimenti tematici. Questa 
proposta è anche un invito, quasi una sollecitazione alla conoscenza degli esiti della 
ricerca fotografica e della produzione grafica. C'è musicalità in questo allestimento, 
un silenzio statico dal quale s'irradia una memoria che valorizza e dà significatività 
anche ai ricordi più labili che si lasciano ascoltare. Raffinate sfumature che giocano e 
dialogano con armonia tra di loro senza sosta. Astrattismi dolci, teorici, efficaci. 
Affascina la narrazione attraverso un'elegante e raffinata tessitura iconografica nelle 
sue diverse articolazioni. Quasi un'investigazione sulla propria anima, magari su di un 
orizzonte lontano, un Altrove indefinito e indefinibile. Ma è anche un coacervo di 
contaminazioni coniugate magistralmente che coinvolgono l'Artigiano, il Pittore, il 
Performer, il Fotografo, l'Artista a tutto campo. E' gradevole la trama iconica 
linguistica-espressiva, in alcuni frammenti finemente poetica; l'impaginazione 
convince: in silenzio inonda di luce il contesto, quasi un richiamo al "chiarismo lirico" 
degli anni del secolo scorso. Un mondo di luce domina il contesto, anche per i legami che essa ha con l'Universo della grafica. Linee, Spazio, Tempo, Luogo, 
Stilizzazioni. L'Arte di donare strumenti e conoscenze e, quindi, contribuire alla 
crescita sua e della dell'indagine fotografica. Come l'osservatore noterà questa esposizione, veicola e permette allo studioso 
attento di ampliare i canali delle trame iconografiche già disegnate. Itaca è un 
progetto visivo di contaminazioni, è il viaggio immaginato, raccontato con due 
linguaggi diversi ma coniugati da due sensibilità che non fanno fatica a stare insieme 
nell'elaborare una trama iconica di apprezzabile gusto estetico. E non solo. Itaca 
permette all'osservatore di immaginare sì un viaggio ma un viaggio che riporta ed 
evidenzia una storia particolare che si sintetizza nei viaggiatori. "Il viaggio come la 
vita. La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo 
non è ciò che vediamo ma ciò che siamo", sostiene il poeta portoghese Fernando Pessoa".

Fausto Raschiatore

Il lavoro "Itaca" è composto da sedici monotipi a secco e sedici trasferimenti di 
immagine, il libro d'artista che fonde i due portfolio è composto da dodici pagine, in 
una unica edizione di quattro copie. "Itaca" è nato negli studi di Venezia, Treviso e Scuola 
Internazionale i Grafica di Venezia 2016-2017.


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