fabrizio brugnaro
venezia

beyond the body

…….amato, odiato, coccolato, trascurato, deriso, violentato, curato, venduto, negato,………
dimenticavo………sono il Corpo, la gabbia del mio Io Cosciente.
A volte non andiamo molto d’accordo, si comporta male con me, ma devo dire che
anch’io non sono da meno, Lui non capisce che ho i miei problemi, che non posso……
non ho il tempo.
Neppure se ne accorge dei momenti unici che gli regalo, ma va bene così …..in fondo
è solo un rapporto di delicati equilibri.

Un viaggio visto dalla parte del corpo, come entità cosciente e indissolubile dell’individuo
la sua gabbia , la sua occasione di esistere.
Camera pinhole 4x5 - instant film e transfer su carta-cotone


FABRIZIO BRUGNARO
Beyond the body

Nell'opera di Fabrizio Brugnaro l'oscurità viene a contrapporsi alla luce che si condensa su parti del corpo, dense e cariche di energia simbolica con cui l'artista può rappresentare storie, eventi, sensi e atmosfere, la conflittualità e la bellezza della vita umana.
Ogni immagine appare come la declinazione di una fonte dalla quale possono generarsi i gesti espressivi e iconografici, i luoghi in cui si celebra il baudelairiano "culte des images".
È come se il silenzio fosse lo spazio dove si coltiva la possibilità di un'imago permeabile, da cui affiora tanto la parte poetica quanto quella viscerale-costitutiva di un sentire dell'artista. Il suo sguardo ha la capacità di leggere dentro la notte per rintracciare la prospettiva di un'azione, un movimento nel tempo presente, e tradurre poi ogni entità in un concetto, un frammento estetico formale.
Domina in questa sensorialità sempre accesa e vigile, qualcosa di multiforme: la rappresentazione di un corpo mai interpretabile come intero, la sua copia, il ritratto e la sembianza.
Non cerca la pace della contemplazione Fabrizio Brugnaro ma aperture e chiusure figurali, enigmi. Sgranando e condensando elementi puntuali egli libera un filo narrativo/descrittivo, trasmutato in ritmo e respiro. Ecco il corpo scritto, il tatuaggio protagonista, la mano che indugia sul ventre, i sensori che registrano il battito cardiaco, un lama -promessa/minaccia-che sfiora la superficie della pelle: ovunque una tensione urgente oltrepassa i margini di quanto indagato.
I suoi nudi, illuminati dalla luce caravaggesca, astratti in un'atmosfera metafisica, creano un "unicum" ineguagliabile in cui si manifesta il legame di reciproca appartenenza fra l'Uomo e la sua Storia, nell'illusione prospettica della profondità.
Le forme curvilinee e morbide danno un senso di levità alla carne, colta non nella rappresentazione naturalistica ma attraverso la sintesi compositiva centrale, del peso. Il punto focale interpreta a pieno il ruolo di matrice da cui si generano, in un secondo momento, le forme e i concetti dell'arte di Fabrizio Brugnaro.

Alessandra Santin
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